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Tratto da Caorso a Castelvetro Piacentino. Inaugurazione. Luglio 05 - E un progetto di livello europeo, che ci consentirà di recuperare un ambiente, quello del Po, poco conosciuto, ma che ha valenza e potenzialità enormi, e che darà un contributo sostanziale a promuovere le comunità della Bassa, la loro cultura, la loro enogastronomia, non solo in Italia ma in Europa. E ci consentirà anche di vedere la Bassa dagli argini e di godere di uno spettacolo che dà suggestioni indimenticabili, da non perdere. Così Gian Luigi Boiardi, presidente della Provincia e sindaco di Monticelli dOngina, alla inaugurazione (il 2 luglio u.s.) del tratto di pista ciclabile Via Po che va da Caorso a Castelvetro Piacentino. Una inaugurazione itinerante, che ha visto un folto gruppo di cittadini in bici, con in testa lo stesso Boiardi, i sindaci di Caorso, Fabio Callori, e Castelvetro, Francesco Marcotti, gli assessori provinciali ai Lavori pubblici, Patrizia Calza, e al Turismo e Cultura, Mario Magnelli, percorrere un tratto di pista, quello da Caorso (dove cè stato il taglio del nastro) al parco del Po di San Nazzaro (dove si è avuta la cerimonia ufficiale, con gli interventi dei relatori e la benedizione da parte del parroco di Caorso Giuseppe Tosca), in una giornata fresca e chiara, da aprile più che da inizio luglio, sotto un cielo di un blu intenso, percorso da rondini e aironi bianchi, che si specchiava in quel lago che è il Po allaltezza di Isola Serafini. Al parco del Po, dopo la biciclettata inaugurale, sono intervenuti, dopo Boiardi (che ha ringraziato in particolare lex assessore provinciale al Turismo Vittorio Anelli, anchegli presente, per aver avviato liter di realizzazione della pista), il sindaco Marcotti, che ha ringraziato Provincia e Regione per quanto fatto per la realizzazione di unopera fondamentale per lo sviluppo della bassa piacentina, e Callori, che ha tra laltro annunciato la crociera che la motonave Calpurnia effettuerà giovedì partendo da Caorso e linizio, nella prossima settimana, dei lavori di ristrutturazione del ponte del cementificio, struttura che si trova in comune di Caorso e che servirà la pista ciclabile nel tratto da questo centro abitato a Piacenza. Notati, tra i presenti alla inaugurazione della pista, i consiglieri provinciali Aldo Bersani e Gianni Arbasi, lng. Massimo Valente di AIPO, ente che ha messo a disposizione largine per realizzarvi la pista e che ha svolto una considerevole attività di sistemazione dellargine per adeguarlo alla pista, Giovanni Cerioni, vicepresidente del CONI provinciale e presidente della sezione di Piacenza della Federazione ciclistica italiana, la signora Maria Amalia Marchini, in rappresentanza dellassociazione Strada dei vini e dei Sapori della Bassa (di cui è presidente Mario Magnelli), altre autorità civili e militari. Il tratto inaugurato è lungo in tutto 19 chilometri ed è una parte del tratto orientale di una pista che, una volta conclusa (in tempi relativamente brevi, ha assicurato Boiardi), si svilupperà dal confine con Pavia a quello con Parma, per una lunghezza complessiva di 119 chilometri. La pista si collegherà poi ai tratti pavesi e parmensi della grande ciclopista che costeggerà tutto il corso del Po, dal Monviso al delta. Sarà un itinerario unico a livello continentale, in grado di attirare cicloamatori da tutta Europa e di far compiere un salto di qualità al turismo del bacino padano. Realizzato dallo Studio Tecnico Associato Pancini ing. Claudio e Pancini arch. Massimo per conto della Provincia e su finanziamento di Provincia, Regione e Comuni interessati, il progetto Via Po prevede un tracciato che si sviluppa in gran parte sull'argine maestro, in parte su strade comunali o a lato di strade statali. Lo scopo del progetto è duplice: incoraggiare lutilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto e promuovere il turismo ciclistico. Il tracciato inaugurato oggi coinvolge ambiti naturali che contribuiscono a valorizzare lintero territorio, come ad esempio: Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.), attracchi e approdi turistici, aree naturalistiche. Le aree che assumono principale rilievo e che sono classificate quali Siti di Interesse Comunitario sono lIsola De Pinedo, Isola Serafini e Isola Deserto. Il progetto prevede alcune opere principali, come ad esempio il trattamento dei fondi stradali esistenti. Il tipo di strada più ricorrente è l'argine maestro, sul quale, in accordo con AIPO, il percorso potrebbe sorgere nella parte centrale, lasciando libere le due banchine laterali. Nonostante l'argine maestro presenti larghezze differenti a seconda dei tratti interessati, si prevede lintervento su una larghezza di 3 m. circa in ogni punto. L'intervento previsto consiste, principalmente, nella bitumatura dei tratti inghiaiati (binder), oltre alla completa sistemazione delle banchine laterali. Per il raggiungimento dellitinerario ciclabile sono stati previsti alcuni parcheggi disposti razionalmente sul territorio, da utilizzare come punto di arrivo delle automobili e partenza del percorso ciclabile. Per quanto riguarda le infrastrutture, attualmente non sono previste opere in progetto; esiste la possibilità di realizzare, con i probabili ribassi dasta, una passerella ciclabile in legno, necessaria per il superamento del torrente Arda; dovrà essere realizzata da sponda a sponda del corso dacqua E' altresì prevista a cura delle Amministrazioni Comunali la predisposizione e gestione dei servizi di noleggio a pagamento di biciclette e mountain bikes, nei parcheggi di cui sopra (come da simboli presenti sulla planimetria di progetto). Sul tracciato saranno anche presenti aree di sosta, complete di arredi opportunamente fissati al suolo con zanche metalliche o plintini in calcestruzzo (panchine, tavoli, cestini per rifiuti, portabiciclette); fontanelle d'acqua (essenziali per poter permettere il ristoro agevole del ciclista) ove possibile; piantumazioni e cartellonistica turistica, in zone non golenali, per evitare pericoli di allagamenti in caso di piena del Po. Altra cartellonistica di indicazione sarà posizionata lungo tutto il percorso per disciplinare le intersezioni stradali e segnalare ogni tipo di elemento informativo utile che possa interessare al turista. Oltre al tracciato principale è stato pensato un itinerario di collegamento: in Comune di Corso, una volta arrivati al Ponte ex RDB, si può giungere allabitato di Caorso attraverso gli argini del Torrente Chiavenna. Si è anche cercata un'interazione con il percorso navigabile del fiume (idrovia), mediante la predisposizione di attracchi ed approdi esistenti ed all'interno con i percorsi esistenti di trekking ed i sentieri dell'entroterra. Questo per creare una rete ciclabile ben strutturata su tutto il territorio provinciale. In particolare sono state considerate le posizioni degli approdi esistenti e studiati gli insediamenti antichi (ponti di barche, attracchi, approdi, guadi fluviali) per cercare di riproporre, ove possibile, una continuità storica nella localizzazione degli approdi. Nel tratto Est della Provincia di Piacenza erano presenti alcuni elementi sul territorio, riscontrabili da una pianta storica risalente alla fine del 1800, utilizzati come interscambio di comunicazione con il fiume. In particolare nelle vicinanze di Roncarolo esistevano un guado e un approdo di cui si riconoscono ancora le strade che portavano verso il Fiume. Ultima considerazione per garantire una futura fruibilità dellopera, ma non meno importante, è quella di definire le modalità per la sua gestione e manutenzione, incaricandone i soggetti gestori (di norma i Comuni territorialmente competenti) mediante una specifica convenzione con l'Ente Provinciale promotore ed attuatore del progetto. |