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Seimila neonati storioni liberati nel Po

Seimila piccoli storioni (hanno venti giorni, misurano poco più di un centimetro), nati nel Centro di riproduzione Veneto da uova prodotte dagli storioni di proprietà dell'Amministrazione provinciale di Piacenza (attualmente custoditi al centro ittico della Casella), sono stati liberati il 29 luglio scorso nel Po di San Nazzaro d'Ongina e in una lanca della Bassa, la "Giarola". Si tratta di storioni della razza "cobice", specie endemica dell'alto Adriatico e del Po ma in pericolo di estinzione. L'operazione rientra in un progetto di reintroduzione della specie nell'areale padano cofinanziato dalla Commissione Europea, attraverso i fondi LIFE natura, e coinvolge, oltre alla Provincia di Piacenza, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, le Province di Ferrara, Rovigo, Venezia, Treviso, Padova, Verona, Cremona, l'ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste) e l'Istituto Spallanzani. Sono cofinanziatori la Regione Emilia-Romagna e la Regione Lombardia.
Il progetto andrà avanti tre anni e il Centro di riproduzione Veneto ha ottenuto, nel primo anno di attività, un risultato riproduttivo oltre le aspettative: sono nati, infatti, circa 100.000 piccoli storioni, numero decisamente superiore ai quantitativi previsti. Si è così deciso di effettuare una immissione straordinaria di circa 70.000 avannotti: 6.000 sono stati liberati nel Piacentino, un numero grossomodo analogo è stato rilasciato, sempre nella giornata di oggi, nel Tagliamento, a S. Michele (Venezia), nel Sile, a Casacorta, e nella risorgiva Fontana S. Giacomo, a Pedrobba (Treviso), nell'Adige, a Zevio (Verona), nel Brenta, a Campo S. Martino (Padova) e nel canale di Loreo, a Tornova-Loreo (Rovigo). Si ritiene che l'azione, anche se non prevista, possa contribuire al recupero della popolazione di storione cobice nella pianura padano veneta. Servirà, in ogni caso, ad aumentare le speranze di sopravvivenza dei restanti esemplari, che saranno tenuti nelle vasche del Centro di riproduzione Veneto per un anno circa, fino a raggiungere la lunghezza di mezzo metro circa. All'immissione in Po, a S. Nazzaro, in un ambiente idoneo alla presenza dei pesci, ha assistito l'assessore provinciale alla Caccia, Pesca e Salvaguardia faunistica della Provincia di Piacenza Mario Spezia. "E' un intervento che rientra nel nostro impegno a promuovere la tutela della fauna ittica autoctona - ci dice - e a favorire la ripresa della popolazione di storione lungo il Po. Un obiettivo che, in collaborazione con Province, Università e Istituti di ricerca di area padana, la Provincia di Piacenza sta perseguendo da anni, con iniziative mirate. A questo ripopolamento straordinario ne seguiranno altri, nei prossimi anni, con esemplari di maggiori dimensioni, che contiamo di dotare di segnalatori, per verificarne l'ambientamento nel Po piacentino".
Le operazioni di immissione dei pesci sono state gestite dal dott. Giuseppe Maio, ittiologo incaricato dall'Amministrazione provinciale, coadiuvato da suoi collaboratori. Erano presenti il dott. Celestino Poggioli, dirigente del Servizio Polizia Provinciale, Vigilanza, Caccia e Pesca, Protezione Civile ed agenti della Polizia provinciale di Piacenza.